marzo 25, 2019

Stile Japandi: un viaggio dal Giappone alla Scandinavia

Questa estetica combina le forme semplici della decorazione orientale con i colori neutri dello stile nordico.

I legni ceramici, i rivestimenti laminati e i pavimenti ispirati al cemento permettono di creare interni più cosmopoliti.

Lo stile Japandi è l’ultima tendenza dell’interior design. Questa corrente estetica ha fuso le forme semplici e l’equilibrio del design giapponese con il comfort e i materiali nobili utilizzati nello stile scandinavo.

Con il minimalismo come nesso comune, questi due mondi combinano colori freddi con quelli caldi, i legni naturali con il rattan o il lino e la ceramica con mobili bassi. Direttive che sono collegate alla radice morfologica della parola, un gioco tra “Japan” (japanese) e “di” (di scandinavian), che dà origine a interni ampi e luminosi in cui i materiali prevalgono sugli oggetti decorativi. Il poco diventa tanto.

Consapevoli di questa tendenza e delle nuove formule create all’interno dell’interior design, le aziende di PORCELANOSA Grupo si avvicinano allo stile Japandi attraverso le seguenti proposte:

1. Legni ceramici e naturali

Il legno è il materiale protagonista dello stile. Il calore e l’atemporalità possono essere combinati con mobili bassi di colore chiaro, piante, lampade di carta o pezzi in bambù.
Elementi che si sposano perfettamente con il rivestimento ceramico Lexington di Porcelanosa. Questa collezione si ispira al noce e al castagno in ciascuna delle sue tre tonalità: Cognac, Colonial e Maple.

La naturalezza è uno degli aggettivi che definiscono il laminato Helvetia di L’Antic Colonial. La sua qualità AC5 gli conferisce una maggiore resistenza e durata all’utilizzo continuo che ne viene fatto o alle condizioni meteorologiche avverse.

Una linea simile è presentata dal legno ceramico Starwood, le cui 26 tonalità ricreano le venature e i dettagli dell’acero o del mandorlo. Le sue serie Vancouver, Namibia, Minnesota, Tanzania, Nebraska e Nairobi sono perfette per questo tipo di interior design, in quanto mettono in risalto la semplicità e la luce naturale del materiale stesso.

2. Difesa dell’imperfezione perfetta

La filosofia Japandi converte l’imperfezione naturale in perfezione assoluta. I materiali nobili si combinano con tessuti esotici, pietre, carta da parati o ceramica. In quest’ultima sezione si trova la collezione Capri Lineal di Porcelanosa, un rivestimento in monoporosa rettificato dalla finitura effetto tessuto che presenta tre colori: Bone, Stone e Grey.

Anche la serie Velvet di Venis presenta una finitura effetto tessuto, sebbene sia ispirata alla leggerezza del bambù. Questo materiale favorisce la neutralità degli spazi con i colori Antracite e White.

I mosaici Worn di L’Antic Colonial donano un’aria più fresca agli spazi con i loro scintillii metallici e con effetto invecchiato. Il rilievo gioca con le prospettive visive dello spazio e crea un tipo di ambiente che si nutre dei colori terra o pastello.

Le collezioni Concrete e Krono di Urbatek si basano sul cemento e sulle varietà cromatiche di questo materiale.

3. Tonalità fresche ed elementi artigianali

Questa miscela di stili giapponesi con quello nordico fa sì che le tonalità bianche, beige e blu convivano con i mobili più scuri. Questa soluzione consente di realizzare bagni zen dove la luce è la protagonista principale e non esiste quasi nessuna decorazione. Di questo gruppo fanno parte i bagni di Noken con WC sospeso Essence-C Compact o i top della serie Oxo di XTONE (Urbatek), che rimangono intatti agli urti, ai graffi o all’acqua.

La serie da bagni Aro progettata da EstudiHac per Krion, possiede il tocco minimalista e Zen che difende lo stile Japandi. I colori Pillow Pink, Scommetto e Moai creano interni nitidi e accoglienti.

L’utilizzo dello spazio attraverso i materiali solidi e i colori semplici è un’altra delle caratteristiche di questo stile. Un’opzione proposta dalla cucina 7.30 Roble negro di Gamadecor, dove i piani cottura si trovano sul top XTONE Liem Grey Silk.

Connessione diretta tra Giappone e Scandinavia.


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