22 giugno 2020

Impresa

PORCELANOSA Grupo riduce l'inquinamento atmosferico grazie al programma Eco Conscious

Le otto aziende della multinazionale hanno implementato una serie di soluzioni sostenibili per ridurre le emissioni di CO2 e l’impatto dell’impronta di carbonio nei loro centri e uffici.

PORCELANOSA Grupo intensifica la sua lotta ai cambiamenti climatici attraverso il programma Eco Conscious, nel quale ha riunito alcune delle sue misure più sostenibili volte a ridurre l’impatto ambientale mediante una gestione responsabile delle risorse naturali.

Un Piano di sviluppo sostenibile messo in atto dalle otto aziende di questa multinazionale nei loro impianti di produzione, centri logistici e uffici. In questi spazi hanno optato per il riciclaggio dei rifiuti, la gestione sostenibile dell’acqua e il risparmio energetico nell’ambito dell’Agenda 2030 dell’ONU e delle nuove linee guida sul lavoro stabilite dall’UE.

A queste iniziative bisogna aggiungere le diverse soluzioni proposte dalla multinazionale per ridurre l’impronta di carbonio e accelerare la modernizzazione industriale mediante alcuni elementi principali: la digitalizzazione, la ricerca e il design sostenibile.

Ottimizzazione energetica e controllo dell’inquinamento atmosferico

La prima di queste riguarda l’accelerazione dei processi produttivi con l’ottimizzazione energetica e l’installazione di nuovi strumenti per rilevare e valutare l’inquinamento atmosferico come questioni prioritarie.

Porcelanosa calcola l’impronta di carbonio secondo quanto previsto dalla norma ISO 14064-1:2018. “Ci impegniamo a tutelare l’ambiente e a garantire una produzione sostenibile. Abbiamo intensificato i nostri sforzi per migliorare il nostro marchio mediante la tecnologia, la ricerca e lo sviluppo e la diversificazione industriale come motori del cambiamento. Proteggere l’ambiente e ridurre al minimo l’inquinamento atmosferico sono due delle priorità del modello di business di Porcelanosa”, sottolineano dall’azienda.

Tra le decisioni prese dalla società, vale la pena sottolineare l’incorporazione di efficienti sistemi di controllo della combustione con forni di cottura della ceramica con una tecnologia di controllo automatico del rapporto aria/combustibile; l’installazione di apparecchiature di filtrazione delle particelle in sospensione; la sistemazione di sistemi di isolamento acustico nelle rettificatrici; la riforestazione per combattere l’emissione di gas tossici provenienti dai suoi processi industriali. “Monitoriamo la nostra impronta di carbonio dal 2012 per misurare la quantità di emissioni di CO2 prodotta dalle nostre attività industriali. Ciò ci consente di controllare tutte le fonti di emissioni di gas a effetto serra (o gas serra) che generiamo al fine di stabilire delle misure incentrate sulla riduzione dell’impatto derivato”, chiarisce l’azienda.

Monitoriamo la nostra impronta di carbonio dal 2012 per misurare la quantità di emissioni di CO2

Un meccanismo seguito da Venis attraverso i suoi sistemi di depurazione per particelle (16 filtri a umido e 14 filtri a secco) e i nuovi essiccatori e atomizzatori. “Abbiamo riorientato le nostre politiche verso un modello più sostenibile e durevole con misure ambientali che vanno dalla cogenerazione elettrica a gas fino alla rettifica a secco”, ci spiegano dall’azienda.

Un’altra azienda che ha perfezionato la sua normativa ambientale è L’Antic Colonial, i cui stabilimenti produttivi hanno incluso delle bisellatrici e delle cabine aspiranti a secco, nonché macchine per il taglio a getto d’acqua per la pietra naturale. “L’acqua consente di raffreddare i macchinari e trattiene le particelle di polvere che si accumulano sui dischi. Il procedimento prosegue con un sistema di depurazione nel quale vengono puliti i processi di produzione. Tutti i nostri prodotti passano attraverso l’analisi dei Composti Organici Volatili (COV) per garantire la bassa concentrazione di tossine e rispettare la certificazione Floorscore, che attesra che un prodotto rispetta la qualità dell’aria interna. Un esempio di questo successo ecologico è Linkfloor, un tessuto vinilico che imita il tessuto naturale e il legno e i cui componenti plastici sono stati sottoposti ai controlli di Phtalatos per certificare la natura sostenibile delle nostre collezioni”, sottolineano da L’Antic Colonial.

Gamadecor ha preferito includere filtri a maniche per raccogliere i trucioli di segatura e la polvere della levigatura, rimuovendo così i composti organici volatili del legno. L’azienda ha inoltre sostituito le vernici e gli smalti trasparenti tradizionali con altri a base d’acqua, in modo da ridurre l’emissione di composti organici volatili nell’aria (COV).

In Urbatek hanno scelto di sostituire la flotta di veicoli diesel con autoveicoli con il sistema AdBlue (per la pulizia dei gas). Il suo investimento in energie rinnovabili certificate è stato preso d’esempio da altre aziende, come Noken, dove i macchinari tradizionali del suo magazzino centrale sono stati sostituiti da dispositivi elettrici che eliminano l’inquinamento ambientale.

Facciate ventilate che purificano l’aria

Il grande impegno di Butech verso la riduzione dell’inquinamento atmosferico è visibile nei suoi sistemi di facciata ventilata usando Krion K-Life come rivestimento. Questo minerale compatto dell’azienda Krion è dotato della tecnologia KEAST®, che consente di ridurre l’inquinamento ambientale in modo naturale grazie alla sua elevata composizione di minerali attivanti. Oltre a essere una superficie resistente alle azioni del clima e alle temperature estreme, Krion® K-Life possiede alcune certificazioni come NSF, Greenguard, A+, BPA Free, HPD e Declare per la sua natura riciclabile al 100% e i vantaggi ecologici.

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